l’Anima Bianca delle nostre Colline
Un vitigno antico, un territorio unico, una sfida al tempo.
La Spergola è il segreto meglio custodito delle colline di Scandiano, Albinea e Casalgrande. Una storia millenaria che affonda le radici nel Medioevo di Matilde di Canossa e che, dopo aver superato secoli di leggende e persino un lungo malinteso d’identità, oggi brilla sotto la tutela della DOC “Colli di Scandiano e di Canossa”. Questo vitigno poliedrico trova il suo habitat ideale tra argille azzurre e gessi messiniani, trasformandosi in un vino di incredibile sapidità e struttura. Che sia una versione frizzante, fresca e croccante, o un Metodo Classico capace di sfidare il tempo con oltre sessanta mesi sui lieviti, la Spergola stupisce per la sua straordinaria versatilità: un’eccellenza che si sposa magnificamente sia con i sapori della tradizione emiliana, sia con i palati più raffinati.
Scopri la storia e le caratteristiche della spergola
Cenni storici
Notizie della diffusione della coltura della vite Spergola nell’area pedecollinare risalgono all’epoca romana e al medioevo, in cui si narra che Matilde di Canossa lo avesse offerto a papa Gregorio VII, ma non ci sono tracce scritte. I primi riferimenti scritti al vino bianco di Scandiano pervengono fin dal XVI secolo dalle memorie di Bianca Cappello, granduchessa di Toscana.
Nel 1600 fonti parlano della Spergola chiamandola “Pomoria”. “Peregrina” e “Spargolina”
Nel 1805 il famoso botanico Filippo Re, a seguito di studi, la colloca inequivocabilmente nelle colline di Scandiano, chiamandola “Spergolina” e definendola “stupenda”.
Nel XIX secolo, diversi autori tra cui Giambattista Venturi e Giorgio Gallesio, notano l’importanza e l’ottima qualità dei vini dello scandianese, realizzati con il vitigno Spergola e altri tra cui la
Malvasia di Candia aromatica.
Nel 1874, con regio decreto, viene istituita la Società Enologica Scandianese, con cui lavorava Alfredo Bertolani. Questa società di coltivatori, che operava nei sotterranei della Rocca di Scandiano, si proponeva di diffondere il vino di Scandiano in Italia e nel mondo. Cosa che gli riuscì, parteciparono infatti ad esposizioni a Parigi e Filadelfia (Usa).
Nel 1887 il poeta Giosuè Carducci, in visita a Scandiano, apprezza il suo buon vino bianco che “spuma come un’onda di mare e poi accorda i suoi ritmi rimbalzanti con l’allegria di chi lo deliba”.
All’inizio del ‘900 ne parlano diversi agronomi, e nel 1961 alcuni di loro (Cosmo e Polsinelli) confondono il vitigno attribuendogli erroneamente natura di una varietà di Sauvignon, localmente chiamato “Spergola”. Questo malinteso durerà fino al 2001, quando uno studio approfondito del grappolo e delle sue caratteristiche attribuisce finalmente alla Spergola il titolo di vitigno a se stante, non una varietà di Sauvignon.
Nel 1964 – grazie anche al forte impulso del figlio di Alfredo Bertolani, Vincenzo – nasce il “consorzio volontario per la difesa del vino tipico Bianco di Scandiano”, e il 25 novembre 1976, con decreto del presidente della repubblica, viene approvata la DOC “Bianco di Scandiano”, la prima dell’Emilia Romagna.
Nel 1977, il consorzio volontario diventa ufficialmente Consorzio nazionale per la tutela del vino “Bianco di Scandiano”.
Nel 1996, con Decreto ministeriale, la denominazione cambia il nome in “Colli di Scandiano e di Canossa” (CSC).
Nei primi anni 2000 nelle tipologie della Doc CSC viene regolamentata la “Spergola”, dando così il riconoscimento ufficiale e di merito alla nobile uva.
La Doc CSC è quella attualmente in essere.
Ampelografia e caratteristiche enologiche
La Spergola presenta un grappolo mediamente denso con acini medio-piccoli, buccia pruinosa color verde-giallo, il vitigno. Questo vitigno consente di produrre un vino equilibrato, intenso e fine, con note floreali di biancospino, tiglio e acacia; sono inoltre presenti sentori fruttati di albicocca, uva e agrumi. Sapido, di corpo medio, la giusta
acidità e la buona struttura lo rendono un vino ottimo per numerosi abbinamenti grazie alle diverse
tipologie: tranquillo, frizzante (secco, semisecco, dolce), spumante e passito.
Il vino Spergola secco si accompagna ad antipasti, primi piatti a base di pesce, pasta ripiena come cappelletti
e tortelli, secondi piatti leggeri e salumi. E’ inoltre ottimo con il Parmigiano Reggiano a inizio o fine pasto.
Lo Spergola dolce si sposa invece alla perfezione con torte da forno, biscotti, zuppa inglese.
Trova nella prima collina fra i I 100 e i 300 metri di altitudine le condizioni ottimali; terreni asciutti e drenati contribuiscono a far esprimere alla varietà i suoi caratteri gusto-olfattivi originali. I vigneti sono impiantati prevalentemente su terreni post alluvionali composti da argille bianche e ghiaia; altri si trovano in prossimità delle conformazioni calanchiche tipiche, composte da argille azzurre. Inoltre, nelle zone particolarmente vocate dei Comuni di Scandiano, Albinea e Casalgrande, è possibile trovare gessi messiniani in grado di arricchire le condizioni vegetative ed elevando gli aspetti qualitativi delle uve.
La spergola è un vitigno poliedrico, vinificato in diversi modi: troviamo versioni frizzanti e Metodo Charmat breve o di media permanenza in autoclave, semplici ma mai banali, molto freschi, quasi croccanti, con profilo olfattivo caratterizzato da frutta a polpa bianca, come pesca tabacchiera, mela campanina e pera decana, e piccoli fiori bianchi tra cui il gelsomino.
Ma, senza ombra di dubbio, esprime la massima potenzialità con lo Charmat lungo e, quando i millesimi lo permettono, nel Metodo Classico: in questo caso non teme il tempo e il lungo affinamento in bottiglia, diventando uno spumante eccellente ed elegantissimo, da cui si dipanano sentori evoluti, ma ancora carichi del loro bagaglio originale. Il bouquet ricorda la mela golden, il mango e la papaia, la rosa gialla essiccata, erbe aromatiche disidratate e officinali, maggiorana e melissa. Di grande interesse la scia minerale di iodio e gesso bagnato che si intensifica con l’affinamento. Al palato si esprime con sensazioni coese ma stratificate al tempo stesso, in cui emerge la freschezza supportata dalla mineralità quasi salina nelle permanenze che superano i sessanta mesi sui lieviti.
Un vitigno antico legato a un territorio unico, che molto probabilmente esprime la sua vera anima solo quando è affidato alle mani dei viticoltori, ai silenzi delle nebbie e delle cantine, al tempo che continua a sfidare imperterrito.
Spergolino
Colli di Scandiano e Canossa DOC Spergola frizzante secco
Lo Spergolino e’ ottenuto da uve 100% Spergola coltivate in collina, ed è vinificato vinificato tramite pressatura soffice e fermentazione metodo Charmat a temperatura controllata.
E’ un vino dalla spiccata personalità, con un raffinato profumo di fiori bianchi, mela verde, pesca. E’ sapido e persistente al palato, piacevolmente avvolgente ed equilibrato. Ideale per aperitivi, in abbinamento a formaggi, erbazzone, affettati, gnocco e tigelle, primi piatti di pasta fresca, pesce, secondi piatti leggeri. Eccezionale con Parmigiano Reggiano o Prosciutto di Parma.
Può essere inoltre degustato come aperitivo o a tutto pasto.
Lo Spergolino è il vino frizzante secco più venduto della cantina.
Il nome nasce negli anni ’90 quando Giancarlo Bertolani, grande sostenitore della Spergola, volle chiamare il nostro Bianco di Scandiano “Spergolino” per dare valore al vitigno, allora sconosciuto.
Questa mossa ardita si rivelò antesignana della rinascita della Spergola nei primi anni 2000.
Oggi è il nostro vino più venduto, apprezzato dai clienti e dagli addetti ai lavori.
Temperatura di servizio: 6-8°C. Gradazione alcolica 11%
Scandiano
Colli di Scandiano e Canossa DOC Spergola dolce frizzante
Si ottiene dalla vinificazione in purezza dell’uva bianca “Spergola”.
Di colore giallo paglierino, all’olfatto presenta meravigliosi profumi di pera, pesca, mela e fiori bianchi.
Al palato il retrogusto è fruttato molto lungo e piacevole.
La Spergola dolce è stato il primo vino bianco in zona fatto con questo vitigno, da cui sono state poi derivate le altre tipologie, man mano che le tecnologie enologiche avanzavano.
Era infatti il vino della tradizione Scandianese per eccellenza, consumato in campagna alla Domenica insieme alla ciambella.
Servito freddo accompagna egregiamente ogni tipo di dessert, risultando di grande personalità.
Residuo zuccherino 105,0 gr/litro grado alcolico 4,5%
Artemis
Colli di Scandiano e Canossa DOC Spergola spumante Brut
Artemis è un raffinato spumante Brut ottenuto dall’accurata spremitura in purezza di Spergola, proveniente solamente dalle Colline di Scandiano.
La lenta presa di spuma avviene con il metodo Charmat “lungo” che prevede una permanenza del vino sui lieviti per 4-6 mesi, prima dell’imbottigliamento.
Fine nel perlage, presenta eleganti sentori floreali e di mela verde, e al palato è sapido, fresco e persistente.
Artemis è stato scelto in tanti eventi per il suo equilibrio ed il raffinato bouquet. Perfetto come aperitivo, può anche tranquillamente affiancare tutto il pasto, in quanto esalta le pietanze senza coprirne i sapori.
Vincent
Colli di Scandiano e Canossa DOC Spergola spumante metodo classico Pas Dosè millesimato.
Vincent è la massima espressione della Spergola delle colline scandianesi. E’ uno spumante metodo classico Pas Dosè che riposa sui lieviti almeno 36 mesi. Ottenuto dalle migliori spergole di collina e vinificato in purezza.
Al naso è complesso ed evoluto. Il bouquet ricorda la mela golden, la rosa gialla essiccata, le erbe aromatiche. Si distinguono anche note di lieviti. Presenta sentori minerali di iodio e gesso, che si intensificano con l’affinamento. Al palato si esprime con sensazioni stratificate, in cui emerge la freschezza supportata dalla mineralità. Il retrogusto è lungo e piacevole.
Il nome viene dal nonno Vincenzo Bertolani, grande appassionato di Spergola e fautore di grande promozione del vitigno e nel suo vino negli anni ’70.
Vincent si abbina a diversi piatti, a partire dal Parmigiano Reggiano, crudo di Parma, pesce, anche in crudità, funghi, fino ad arrivare ai dolci da forno.
Residuo zuccherino 6 gr/litro, grado alcolico 12,00%
Bertolani Brut
Colli di Scandiano e Canossa DOC Spergola spumante metodo classico Brut millesimato.
E’ uno spumante metodo classico, con una personalità diversa da Vincent. Ottenuto dalle migliori spergole di collina vinificate in purezza, riposa sui lieviti per 24 mesi.
Al naso è complesso con una definita nota fruttata. Mela gialla, mango, ma anche erbe come maggiorana e melissa. Al palato si esprime con sensazioni di freschezza ,leggera morbidezza e grande equilibrio complessivo.
Vino da tutto pasto e con ampio ventaglio di abbinamenti, incontra il gusto anche di un pubblico non abituato ai Pas Dosè.
Residuo zuccherino 6,0 gr/litro grado alcolico 12,5%
Spergola
Spergola Igt Rifermentazione in bottiglia
Questa Spergola in purezza riprende i vini della tradizione emiliana, imbottigliati in casa e poi tenuti in cantina, che rifermentavano in bottiglia prendendo la spuma e diventando così frizzanti. La presenza di un leggero sedimento è, ora come allora, indice di genuinità.
E’ un vino che rappresenta la forte identità del vitigno, presenta sentori di fiori bianchi con note agrumate, al palato è sapido e fresco, diretto ed affascinante.
E’ consigliato degustarlo agitando leggermente la bottiglia (in modo che si sollevi il sedimento) per apprezzare al massimo le sue qualità.
Residuo zuccherino 0,0 gr/litro grado alcolico 11,5%
Montevangelo
Colli di Scandiano e Canossa DOC Spergola non frizzante
Si ottiene dalla vinificazione in purezza dell’uva bianca “Spergola, e fa un affinamento il botte di rovere per qualche mese.
Presenta piacevoli sentori floreali, di pera e frutta matura, al palato è sapido e persistente. L’affinamento in botte e la successiva maturazione in bottiglia contribuiscono ad esaltare corpo e morbidezza di questa sorprendente Spergola non frizzante.
Si abbina a piatti di pesce, funghi, pollo, formaggi a pasta molle, ma anche tortelli e pasta fatta in casa.
Residuo zuccherino 4,0 gr/litro, grado alcolico 12,50%







